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Ed iniziamo oggi dallo splendido racconto leggendario del Lago di Pilato, uno specchio d’acqua situato sul Monte Vettore all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, appartenente al comune di Montemonaco, in provincia proprio di Ascoli Piceno. Spesso soprannominato “lago con gli occhiali” per la forma dei suoi invasi comunicanti e complementari, il lago è ancora oggi avvolto da un alone di mistero e magia.. 
 
“Essendo volgata la fama di detto lago che quivi soggiornano i diavoli e danno risposta a che li interroga si mossero già alquanto tempo alcuni uomini di lontano paese et vennero a questi luoghi per consacrare libri scellerati e malvagi al diavolo, per poter ottenere alcuni suoi biasimevoli desideri, cioè di ricchezze, di onori, di arenosi piaceri et simili cose"
(L. Degli Alberti, "Descrittione di tutta Italia", 1557).
 
La magia inizia proprio dal nome, il Lago di Pilato,  ricavato da una leggenda secondo la quale in queste acque sarebbe finito proprio il corpo di Ponzio Pilato mandato a morte da Tiberio. La tradizione vuole che il corpo di Pilato venne chiuso in un sacco, posato su un carro di 2 bufali che vennero lasciati liberi di camminare senza meta . Da Roma i 2 animali giunsero proprio qui tuffandosi nelle acque del lago con il corpo del Governatore. A guardia del sacco venne posto un pretoriano, il quale venne trasformato in roccia..Ancora oggi sorveglia il lago con il nome di “Gran Gendarme”. Inoltre, si crede che la striscia di ghiaia che costeggia il lago per un certo tratto sia proprio la traccia della corsa del carro di Pilato.Questa prima leggenda ci fa anche di capire perché, sin da tempi antichi, questo lago sia stato sempre considerato come meta di streghe e negromanti. 
Alcune antiche testimonianze raccontano di come i primi visitatori del lago videro le acque totalmente rosse e per questo pensarono di essere giunti nel luogo in cui il regno dei viventi entrava in comunicazione con quello dei morti.
 
Per questo le autorità religiose decisero, nel 1200, di proibirne l’accesso e misero una forca come monito all’inizio della valle, realizzando anche dei muri intorno al suo bacino per non permettere a nessuno di arrivare a toccare le sue acque. Nessuno poteva quindi oltrepassare il muro e chi osava sarebbe stato rapito da forze maligne, a meno che non fosse stato egli stesso un negromante. Tradizione vuole che i negromanti dovessero fare 3 cerchi in terra, posizionarsi sul terzo e chiamare il demone con il quale voleva entrare in contatto, donando la sua anima. 
Un’interessante testimonianza esposta nel museo della Grotta della Sibilla a Montemonaco è la "Gran Pietra", ritrovata nella lingua di terra che divide i bacini complementari del Lago di Pilato. Si tratta di una roccia piatta con una graffite sulla sua superficie misteriose lettere. Poiché la pietra è stata ritrovata nel punto in cui verosimilmente i negromanti effettuavano i loro riti, si pensa che esista anche un qualche collegamento con essi.
Nella prima metà del 1300 il monaco benedettino Pierre Bersuire racconta di aver sentito alcune storie da parte di un prelato che gi avrebbe raccontato di come, nell’entroterra marchigiano al confine con l’Umbria, esistesse un lago magico popolato da demoni. Benvenuto Cellini, scultore e scrittore italiano, scrive di come venne avvicinato proprio da un negromante per consacrare un libro. Si tratta di anni in cui ovviamente il mistero delle streghe e dei demoni è più vivo che mai ed il Lago di Pilato rappresenta una meta ideale per poter rappresentare queste tradizioni. Solitario, con acque agitate e numerosi terremoti che in quel periodo caratterizzavano le zone limitrofe: un contesto ideale per parlare di magia e stregoneria! 
 
Nell’Archivio Storico del Comune di Montemonaco è inoltre presente  una pergamena del 1400, atestimonianza che il lago, in epoca medievale, era frequentato da “cavalieri dediti all’arte dell’alchimia provenienti da ogni parte d’Europa”.
 
Infine, vi ricordiamo che il lago è anche abitato da una presenza che possiamo trovare solo ed esclusivamente qui, ovvero il Chirocefalo del Marchesoni, un crostaceo di colore rosso fuoco. 
Bene..nella tradizione pagana i crostacei erano la rappresentazione delle forze trascendenti sotterranee!
 
Insomma..Un luogo di straordinaria bellezza immerso nella natura ed avvolto dal mistero..Esiste una meta migliore di questa nel periodo di Halloween?
Il Viaggiatore
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