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California Dreamin 2015: Los Angeles - Santa Barbara

Ancora oggi, dopo 5 anni, quelle emozioni le provo ogni singola volta in cui il capitano dell’aero ci saluta con un “Welcome to the United States of America”. Anche questa volta, le stesse, incredibili sensazioni.

La prima volta speravo mi facesse innamorare, la seconda volta che mi insegnasse a lavorare, la terza che mi permettesse di divertirmi. Ora, quest’anno per la prima volta sono partito in maniera diversa. Un viaggio di piacere e lavoro (perchè il mio lavoro è il piu bello del mondo, su questo non ho mai avuto dubbi!!) alla ricerca di un itinerario speciale da costruire per andare a scoprire i segreti più nascosti di questo paese. E allora il primo hotel è prenotato, alcune tappe nella testa ci sono, ma il principio è di viaggiare puramente on the road, senza mete precise, con una cartina sempre a portata di mano e la voglia di potermi lasciar guidare dalle sensazioni del momento.

Si parte.

Il 23 agosto alle 14.45 a Los Angeles fa un caldo a dir poco pazzesco. LA la conosco abbastanza bene e so che prima di ripartire il 7 settembre ci tornerò, per cui il primo step è andare a prendere la macchina e scappare via verso nord! La Dollar è una buona compagnia per il noleggio..ma la fila di 3 ore è sopportabile solo perchè dentro agli uffici l’aria condizionata è fortissima (una costante alla quale ormai sono abituato per fortuna). La macchina è lì, pronta per me. Il cambio automatico è l’altra costante di un viaggio in macchina negli USA. Non credo sappiano cosa sia il cambio manuale e va benissimo cosi. Uscire da Los Angeles è sempre un’impresa mitologica, perchè la città è la seconda per grandezza negli USA e non c’è mai stata una sola volta in cui le 4 corsie (si, 4 è la media) siano libere..ma tant’è. A destra mi godo lo skyline di downtown LA, a sinistra le uscite per Santa Monica e Venice Beach, la radio che passa le hit 2015, il braccio fuori dal finestrino e via, pronti per l’avventura!

Mi hanno detto sempre tutti che Santa Barbara merita di essere visitata. Prendo una camera al Baymont Inn di Camarillo, esattamente a metà strada.  L’hotel è comodo, nulla di stratosferico ma la kingsize fa sempre il suo effetto e “l’how ya doin today” della receptionist mi fa sentire a casa. Il tempo di una doccia e via, Camarillo è comoda ma sicuramente non è la città più bella in cui stare, e la curiosità per Santa Barbara è tantissima. Arrivo passando per la US 101 North, una strada enorme che mi permette di costeggiare il Pacifico e di poter ammirare il tramonto stratosferico che solo questo stato riesce a regalare. Santa Barbara è incentrata tutta su una via principale, la State Street, che parte dal Stearns Wharf, il pontile più antico degli Stati Uniti, e prosegue dritto per un percorso costellato di vinerie, bar, ristoranti, negozi e supermercati di ogni tipo.

Arrivo in città intorno alle 8. So che è già tardi per mangiare, ma la curiosità di vedere lo Stearns Wharf mi spinge a partire da lì.

Nel 1872 la costruzione fu completata su quello che sarebbe diventato molo più lungo della costa californiana. Il nome deriva dal suo costruttore,  John P. Stearns, e come tutti gli altri venne costruito all’epoca per il trasporto merci dalla costa del sud. Oggi passeggiare qui significa ammirare a destra e sinistra la spiaggia di Santa Barbara, ascoltare il rumore dei gabbiani e del legno che ad ogni passo sembra ricordare quanto sia storico per questa città questo punto. Il molo è splendido, ma la fame inizia a salire e di certo non ho voglia di fermarmi nel ristorante del Wharf dove ci sono baraonde di turisti affamati. Chiedo a una ragazza che sta correndo which is the most non touristy place in Santa Barbara per mangiare. La risposta è immediata ed è il “Joe’s of Santa Barbara since 1928” on State Street. Mi ci fiondo. La ragazza è stata molto gentile, ma sicuramente il posto non è solo frequentato da locali. Ma va benissimo cosi, i tavolini mi ispirano e i piatti che vedo da fuori non fanno altro che aumentare la fame!! Mi siedo davanti a 10 televisioni che trasmettono il Baseball. Prendo il menù ed ho già scelto. Parto con la “New England Clam Chowder”. E’ vero, il New England è dall’altra parte degli Stati Uniti, ma una Clam Chowder non l’ho mai mangiata e mi è stato sempre fatto notare questo particolare!! Non me la faccio sfuggire e non appena la porta me la divoro, sia per la fame, che per la bontà! La Clam Chowder è una zuppa di vongole cremosa e devo ammettere che chi me l’aveva consigliata aveva le sue ragioni! Voglio mantenermi leggero e continuo con una Ceasar Salad, ma poi le french fries che mi passano accanto mi tentano troppo e decido di ordinarne una porzione.

Pago e lascio la necessaria tip alla cameriera prima di camminare un po. Voglio vedere questa State Street cercando di prendere spunti per domani, quando avrò tutta la giornata da dedicare a Santa Barbara. Nella via principale ci sono due punti, il Viejo Paseo e il Paseo Nuevo, che sono sicuramente i posti più carini dove poter fare shopping o bere qualcosa. Ma cerco di andare avanti e continuare la passeggiata. La camminata è lunga e sono abbastanza stanco da decidere di tornare indietro, ma mentre passeggio sento della musica provenire da una via nascosta. Il principio di questo viaggio è “Non mi capiterà mai più di esser da solo qui ergo carpe diem, ogni singolo momento”. E allora mi fiondo a destra, salgo lungo una ventina di scalini e mi trovo in un posto magico. Il Soho Bar è il tipico locale dove sai che non incontrerai turisti, ma solo locali. Il posto è affascinante, ogni giorno ci sono concerti dal vivo e una birra con una serata calda come questa, con della musica di sottofondo live, a Santa Barbara, sono sicuramente il biglietto da visita migliore che la California potesse darmi. Ma non avevo dubbi.. Torno a casa, domani mi aspetta una bella giornata intensa e non vedo l’ora di buttarmi sul letto per sprofondare in un sonno profondo. Con un sorriso che non finisce mai. Mi sento a casa.

PS. Avevo intenzione di scrivere i vari post su questo viaggio una volta tornato a casa, ma l'occasione di oggi è unica. Mi trovo a Stanford University, a casa di un mio amico ascolano che vive qui da tempo ormai..Lui è in università a lavorare, questa mattina abbiamo fatto due tiri a basket, passeggiato nel campus e ora mi trovo presso "University Avenue", in uno di quei bar dove sono stati creati Facebook, Twitter, Youtube e tutto il resto del mondo tecnologico..Sono al centro del mondo e con un bicchierone di caffè americano e wifi ovunque, beh, direi che non c'era posto migliore per iniziare il racconto. Poi su questi giorni a Stanford ci sarà da ridere nei prossimi post:)

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